Ovvero l'evoluzione moderna del cittadino di Fiumicino

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lunedì 3 settembre 2012

Hic manebimus optime... "la sedia è occupata!"

Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo") è una frase è riportata da Tito Livio attribuita a un centurione.
Dopo la definitiva vittoria su Veio, i plebei premevano per abbandonare Roma e trasferirsi nella città sconfitta, in opposizione alle angherie dei patrizi. Furio Camillo, in un appassionato discorso, cerca di convincere i concittadini a non abbandonare la patria.
Ce lo racconta lo stesso Tito Livio: « ...quello che risultò decisivo in quella situazione di incertezza fu una frase pronunciata al momento giusto. Mentre il Senato era in riunione nella Curia Ostilia per dibattere la questione, poco dopo le parole di Camillo, transitarono per caso nel Foro delle coorti in ordine di marcia di ritorno dal presidio e il centurione esclamò proprio nel luogo del comizio: "Pianta l'insegna qui, alfiere; questo è il posto giusto per noi!".
I senatori usciti dalla curia udirono la frase e dissero che la interpretarono come un presagio; la plebe, accorsa tutto intorno, approvò. 
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 55, Newton Compton, Roma, trad.: G.D. Mazzocato).

A spolverare locuzioni latine ci pensano gli inquilini del moderno Campidoglio, infatti il Sindaco di Roma,  Gianni Alemanno, con ... Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo") ammette di non aver intenzione di "lasciare la poltrona di primo cittadino di Roma alle prossime elezioni comunali", in risposta al Cavalier Berlusconi, che lo avrebbe invitato a non candidarsi per il secondo mandato.



Come Obama pubblica su twitter: "la sedia è occupata" (this seat's taken") anche il primo cittadino di Roma risponde: 
Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo").

Ma anche qui a Fiumicino, c'è aria di elezioni, chissà se in nostri amministratori comunali si sfideranno a colpi di locuzioni o espressioni latine. Intanto per allenarsi ecco qui dei link interessanti che possono sempre tornare utili:
Espressioni latine
Certo è che la poltrona fa gola, espresso in tutte le lingue...










mercoledì 6 giugno 2012

A proposito del lavoro e del lavoratore...

A proposito del lavoro e del lavoratore... (prima parte).
Ecco come ne parlava Cicerone ne "De officiis", un'opera filosofica che tratta dei doveri a cui ogni uomo deve attenersi in quanto membro dello stato, composta negli ultimi mesi del 44 a.C., in meno di quattro settimane.
Quale professioni sono da reputarsi nobili e quali ignobili?



Si disapprovano quei guadagni che suscitano l'odio della gente, come quelli degli esattori e degli usurai. Ignobili e abietti, poi, sono i guadagni di tutti quei mercenari che vendono, non l'opera della mente, ma il lavoro del braccio: in essi la mercede è per se stessa il prezzo della loro servitù.
Abietti sono da reputarsi anche coloro che acquistano dai grossi mercanti cose da rivender subito al minuto: costoro non farebbero alcun guadagno se non dicessero tante bugie; e il mentire è la più grande vergogna del mondo. Tutti gli artigiani, inoltre, esercitano un mestiere volgare: non c'è ombra di nobiltà in una bottega. Ancora più in basso sono quei mestieri che servono al piacere: «Pescivendoli, macellai, cuochi, salsicciai, pescatori». Aggiungi pure, se non ti dispiace, i profumieri, i ballerini e tutta la masnada dei mimi e delle mime.
Tutte quelle professioni, invece, che richiedono maggiore intelligenza e che procurano inestimabile profitto, come la medicina, l'architettura e l'insegnamento delle arti liberali, sono professioni onorevoli per coloro al cui ceto si addicono.
Quanto al commercio, se è in piccolo, è da considerarsi degradante; ma se è in grande, poiché con esso si importano da ogni parte molte merci e sono distribuite a molti senza frode, non è poi tanto da biasimarsi. Anzi, se il mercante, sazio o, per dir meglio, contento dei suoi guadagni, come spesso dall'alto mare si trasferisce nel porto, così ora dal porto si ritira nei suoì possedimenti in campagna, merita evidentemente ogni lode.
Ma fra tutte le occupazioni, da cui si può trarre qualche profitto, la più nobile, la più feconda, la più dilettevole, la più degna di un vero uomo e di un libero cittadino è l'agricoltura.

Cicerone parla delle professioni e spiega l’atteggiamento del gruppo dirigente, degli intellettuali e dei letterati romani nei confronti del lavoro.
Il contenuto appena esposto del De officiis serve a inquadrare questa classificazione ciceroniana delle attività lavorative: il decorum è ciò che è confacente alla condizione specifica del cittadino romano; dato che questi ha come massimo obiettivo la partecipazione alla vita politica, il decorum è per lui ciò che favorisce la sua carriera in tale campo.
Per  Cicerone quindi  la valutazione dei diversi lavori deriva da considerazioni non economiche, ma sociali.
Per l’autore e i suoi lettori, evidentemente, le questioni economiche non erano tanto importanti quanto l’immagine che ciascuno doveva esibire.
La considerazione negativa di ogni mestiere remunerato è propria di letterati e pensatori romani, ma non è condivisa da tutti. Nel prossimo post vediamo de' "Lavoro secondo i lavoratori".


venerdì 30 marzo 2012

Voluptas aedificandi... e ci risiamo

Chi ha avuto modo di assistere alla puntata su Ostia Antica e Portus su RaiTre, in Ulisse, il piacere della scoperta, si sarà meravigliato dell'imponente struttura del Porto di Traiano, ricostruito virtualmente per dar l'idea della sua mole.
Le immagini di Portus si riferiscono al bacino esagonale al palazzo imperiale ai templi, ma soprattutto i magazzini (Magazzini Severiani, Magazzini di Traiano).
Probabilmente più di 500 erano i depositi di merci e ciò si evince da una scritta lasciata sul muro di un Horrea, magazzino utile per lo stoccaggio del grano. (XIID – 500 – 12 = 488 magazzini).
I magazzini di Portus rappresentarono per l'Impero un'importantissimo "giacimento" di grano per soddisfare la popolazione di Roma, che contava allora un milione di abitanti.
Al tempo di Traiano, l'impero romano era in una fase d'inarrestabile ascesa.
Da un modesto insediamento del centro Italia, Roma divenne una civiltà complessa, divenendo dominatrice incontrastata dell’intero Mediterraneo.
Portus fu uno dei punti nevralgici dell'Impero per l'approvvigionamento delle derrate alimentari e delle merci provenienti dal Mediterraneo.

Magazzini Severiani






Una quantità enorme di mattoni furono utilizzati per costruire edifici, insule, depositi e altro.
Ma ciò non ha nulla a che vedere con il "voluptas aedificandi", il piacere del costruire a tutti i costi, che imperversa la nostra costa.
Si parla di sviluppo sostenibile per indicare un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che globale. 
A distanza di molti mesi dalla posa della prima pietra del nuovo porto turistico, il più grande d'Europa, quali obiettivi di miglioramento ambientale si è raggiunti? quali risorse economiche la città di Fiumicino ha riscosso? quanti lavoratori sono stati impiegati in quest'opera?
Le immagini recenti rispondono a questi  quesiti:






























giovedì 22 marzo 2012

il peso del denaro...

Ecco come interpretare la legenda delle monete romane.


Moneta Romana

IMPeratori   CAESari   NERVAE   TRAIANO   AVGusto GERmanico   DACico   Pontifici Maximo TRibunicia Potestate COSuli V Patri Patriae  quindi:


Il Senato e il Popolo di Roma [dedicano] all'Imperatore Cesare Nerva Traiano, Augusto, Germanico, Dacico, Pontefice Massimo, Console per la 5a volta, Padre della Patria, Principe Ottimo.


domenica 12 febbraio 2012

Viaggio virtuale a Fiumicino

Ricostruzione Virtuale del Porto di Traiano, delle Terme dette di Matidia, della Tomba n° 78 nella Necropoli di Porto. Per maggiori approfondimenti e un viaggio virtuale nei territori di fiumicino antica visita il sito www.focemicina.it




giovedì 9 febbraio 2012

Febbraio... il mese della Februa (Febbre)

Anche per gli antichi romani, il mese di febbraio era considerato il mese della febbre (Februa) infatti l'influenza imperversava anche duemila anni fà, proprio in questo mese mieteva più vittime.
Durante i mesi più freddi i romani utilizzavano la neve ed il ghiaccio come tecnica di raffreddamento.
I Romani danarosi adoperavano in tutte le stagioni dell'anno neve e ghiaccio per il raffreddamento delle loro bevande e soprattutto il vino.
La neve pressata era conservata in grandi fosse scavate in apposite cantine.
Come materiale isolante si adoperavano erba, paglia, ramoscelli, terra o anche pezze di lino.
Grazie alla pressione, la neve si trasformava parzialmente in ghiaccio, cosicchè si rendeva disponibile anche ghiaccio artificiale. Vi erano imprese specializzate che portavano la neve dalle montagne.
Un recipente apposito era in voga già allora, lo possiamo riconoscere anche sulle nostre tavole d'estate,
si tratta di un'anfora dalle pareti doppie, nella cui intercapedine era versata acqua fredda di fonte.

           
Anfora refrigerante - brocca refrigerante
                

martedì 6 dicembre 2011

Un mare di storia

Ieri e oggi: fiumicino raccontata attraverso foto odierne e testimonianze antiche.
Grazie all'archivio fotografico di "Foto Ottica Aldo", messo a disposizione, i cittadini di Fiumicino potranno vedere come la nostra città sia evoluta nei tempi e cosa essa ancora conserva.
Il quaderno didattico è una pubblicazione della casa Editrice Pubblidea95, valido strumento culturale e di conoscenza del territorio per le nuove generazioni.


 



lunedì 21 novembre 2011

Un mare magnum di sporcizia

Un tappeto di rifiuti che galleggia, fatto di cumuli di bottiglie, di cartoni e vetri, di detriti sparsi a pelo d'acqua che s'annidano dopo un lungo percorso nella darsena di Fiumicino.
Il riparo di barche è l'ultima tappa di questa marea di plastica e la vista purtroppo non è gradevole.
Si comprende la forza della natura, il vento e le mareggiate, la corrente del fiume che si congiunge al mare ma ciò che non è comprensibile è il motivo per cui non vi è una costante e periodica pulizia dei luoghi.
Passeggiare lungo le banchine è divenuto imbarazzante, anche per coloro che decidono di spostarsi da fuori per trascorrere qualche ora nella nostra cittadina. Le immagini parlano da sole.



martedì 13 settembre 2011

"Hire and fire... ovvero, "lavoratori in affitto".

La disoccupazione al tempo dei romani non era un fenomeno irrilevante nella vita quotidiana.
Le sue proporzioni variavano a seconda del tempo, del luogo e della congiuntura economica, in particolare agli investimenti pubblici nel settore edilizio.
I salariati (mercenari, operarii) dovevano prevedere una disoccupazione transitoria: nei loro confronti il principio "ti assumo e poi ti licenzio" (hire and fire) era applicato con una naturalezza spietata, erano pagati a giornata e licenziati alla conclusione dei lavori.
In campagna si reclutavano lavoratori stagionali per il raccolto e la vendemmia (Columella., III 21,10)
(Lucio Giunio Moderato Columella (Gades, 4 – 70) è stato uno scrittore romano di agricoltura).
Un'impennata della disoccupazione fu causata dalla crisi agraria del II secolo a.C. e dalla fuga dalle campagne dei piccoli agricoltori impoveriti che affluirono in massa a Roma.
In età imperiale la vivace attività edilizia fu fonte di salario e pane per molti lavoratori.
(Ov., Ars am., III, 120 sgg.)
Vi sono tracce di una lotta programmatica alla disoccupazione da parte dello stato romano: la misura più importante fu la fondazione di colonie, in cui tutti i coloni, ricevevano un appezzamento di terra da coltivare.
Fu per prevenire la minacciosa perdita di posti di lavoro nella plebe romana, che Vespasiano rinunciò a un certo innovamento "tecnologico" nella edificazione dei templi.


Arte e mestieri - Necropoli di Porto


Arte e mestieri - Necropoli di Porto

mercoledì 20 luglio 2011

Benvenuta "upupa"...

Benvenuta "upupa" a Fiumicino!
Una creatura bellissima sorvola i cieli, le case, la campagna di Fiumicino.
Se vi capita di scorgere tra le antenne o sugli alberi delle vostre case un animaletto con ciuffetto in testa, un piumaggio variopinto ed un becco curvo, siate sicuri di aver fatto la conoscenza con l'upupa.
Questo è quanto riporta l'Enciclopedia del Web - Wikipedia:
L'upupa è amante dei luoghi secchi, semi-alberati caldi e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere.
Il tradizionale paesaggio agricolo dei versanti vallivi esposti a sud, con un mosaico di filari d'alberi, campi terrazzati, prati e vigneti, è ideale per l'upupa; la specie ha per contro abbandonato le monocolture presenti nelle pianure più fertili. È presente anche nelle zone verdi delle città.
Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali.
Questa è una foto che ho ritratto dal mio terrazzo all'Isola Sacra, ed ecco il suono che l'upupa emette.



giovedì 14 luglio 2011

Le strade romane - Via Flavia Severiana a Portus

La Via Flavia-Severiana, attraversa longitudinalmente il territorio dell'Isola Sacra. 
Un iscrizione della tomba n° 16 della Necropoli di Porto, documenta per i tratto interno al sepolcreto il nome di "Via Flavia". Tale nome è dà alcuni studiosi collegato alla denominazione tarda di Porto (Civitas Flavia Costantiniana), da altri studiosi la denominazione è riconducibile all'epoca dei Flavi ( 69-98 d.C).
Ecco una ricostruzione di come erano costruite le strade in età romana.



sabato 4 giugno 2011

La Pomice... pietra che galleggia

Continua la ricerca di frutti che il mare ci riconsegna dopo le mareggiate.
Questa volta si tratta di pietra pomice, tanti chilometri di navigazione per approdare sulla spiaggia di Focene, galleggiando a pelo d'acqua provenendo chissà da isole vulcaniche del sud della nostra penisola.
Infatti le pomici sono il prodotto di eruzioni vulcaniche esplosive formatesi a seguito di una violenta espansione dei gas dissolti in lave di composizione chimica acida. Il rapido raffreddamento della roccia ha impedito la cristallizzazione della stessa, intrappolando all’interno i gas e generando dei minerali alveolari espansi in maniera più o meno accentuata. In fase di solidificazione i vapori presenti nel magma, improvvisamente rilasciati, hanno provocato il rigonfiamento dell’intera massa del magma ed è durante questa rapida fase di raffreddamento che si sono determinate le differenze nella struttura fisica dei vari inerti vulcanici.

Il magma che ha originato la POMICE era costituito da minerali di composizione chimica tale da permettere ai gas disciolti all’interno di espandersi molto rapidamente, così da formare una sorta di schiuma. Il rapido raffreddamento successivo della lava ha determinato il repentino solidificarsi della parte liquida intorno alle bolle di gas generando l’aspetto di schiuma vetrosa della pomice.
L’interno della roccia infatti è costituita da un’enorme quantità di canalicoli di diametro medio molto piccolo intercomunicanti fra loro e con l’esterno.


Pietra pomice sulla spiaggia di Focene

sabato 28 maggio 2011

Mappa dei resti archeologici...

Tra gli edifici e le molte abitazioni, spiccano resti archeologici degni di essere menzionati per la loro bellezza; sicuramente più facili osservarli dall'alto che non a 2 metri di distanza, vista la folta vegetazione attorno ad essi. Navigate nella mappa per scoprire elementi interessanti.



Visualizza Dillo a Traiano in una mappa di dimensioni maggiori





venerdì 13 maggio 2011

Echi dal mare (segue...)

Passeggiare d'inverno lungo la spiaggia, quando l'aria è terza e pungente e il mare è in tempesta, è una esperienza meritevole. In primavera poi, il mare generoso ci riconsegna residui di legno sminuzzati che stesi sulla spiaggia si fanno levigare dal sole timido. Il resto è fantasia e creatività...
Eccone  un altro esempio:









lunedì 9 maggio 2011

Echi dal mare...

Lungo la spiaggia di Fiumicino ci si può imbattere in una ricerca bizzarra di frutti che il mare riconsegna dopo la mareggiata: i legni levigati dall’acqua e molati dal sole; sono di tutte le dimensioni, piccoli o grandi, lisci o ritorti, tutti meritano particolare attenzione per inventare insolite creazioni.
Torno a casa, riordino e smisto il prezioso bottino; i legnetti levigati non richiedono trattamenti particolari, perché l'acqua li ha modellati e conservati durante l’inverno, e ce li affida distesi sulla spiaggia già lisci e bianchi. Le loro fattezze così ispiranti consegnano facili intuizioni da creare.
Ecco qualche esempio.








mercoledì 13 aprile 2011

Giornata lavorativa ideale... possibile a pochi

"Saluto dei clienti nella prima e nella seconda ora del giorno,
appuntamento in tribunale nella  terza,
alcune commissioni sino alla quinta ora,
pausa pranzo nella sesta,
riposo fino alla settima,
poi un salto alle terme,
il pasto principale nella decima ora e poi la conclusione letteraria del giorno con le poesie."

Così Marziale descriveva la giornata tipica, non di un uomo qualunque, ma di un dipendente della corte dell'imperatore.
Ciò la dice lunga sulle ore di lavoro dell'aristocrazia romana:
ci si alzava presto per far fronte al propri impegni, nei confronti dei clienti o ad altri impegni sociali;
dopo circa sei ore, a mezzogiorno, la giornata lavorativa era terminata e ci si dedicava al proprio tempo libero.
I lavoratori, invece potevano in massima parte solo sognare queste condizioni di lavoro e di vita.
In special modo in campagna, ove era impegnata la maggior parte della popolazione, l'orario di lavoro andava dall'alba al tramonto. Sia i lavoratori liberi che gli schiavi non erano protetti da una legislazione sociale. Tanto meno esistevano organizzazioni sindacali per perorare le cause dei lavoratori.
L'unica regolamentazione giuridicamente vincolante "garantiva" a tutti i lavoratori un tempo sufficiente per mangiare, per procurarsi il cibo e per l'igiene personale.
La statua di Priapo
Questa norma era formulata amichevolmente ed interpretata con grande flessibilità.
Ci ricorda qualcosa forse?
Ma quando nel resto dell'Europa ambiziosi progetti di riforma prevedono più spazio al tempo libero, rivedendo il sistema dell'orario lavorativo entro il 2013, in Italia abbiamo di meglio da fare.
Una nuova sfida del centrodestra moderno europeo, quello saldamente al potere a Berlino con la Merkel, a Londra con David Cameron, a Varsavia con Donald Tusk.
La giovane Ministro della Famiglia, Christian Schroeder, invita a guardare alla realtà con altri occhi.
"La cultura tradizionale della priorità alla presenza alla scrivania in ufficio o alla catena di montaggio è obsoleta e dannosa", ha spiegato, "perché chi ha meno tempo per sé finisce per non lavorare bene come potrebbe". L'obiettivo è dare in tal modo alle famiglie "possibilità attendibili, durevoli e adeguate ai loro bisogni di occuparsi dei figli e della loro educazione".
... e noi in Italia “Siamo pronti per il "bunga bunga"?