Ovvero l'evoluzione moderna del cittadino di Fiumicino

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sabato 16 febbraio 2013

Bentornati a Fiumicino..

Bentornati su questi schermi... Eccomi di nuovo a raccontare di Fiumicino, dopo un lungo tempo di riflessione. Ammetto che il desiderio iniziale era quello di abbandonare il blog in quanto la partecipazione con i miei concittadini è molto scarsa, ma poi mi sono chiesta e il resto del mondo? Infatti il numero dei contatti che ricevo provviene soprattutto dal resto della nazione e addirittura dall'estero, Quindi perché non continuare... raccontare di Fiumicino, in tutte le forme, fa' bene a Fiumicino anche se non ai fiumicinesi... Ecco il mio ultimo omaggio.





lunedì 3 settembre 2012

Hic manebimus optime... "la sedia è occupata!"

Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo") è una frase è riportata da Tito Livio attribuita a un centurione.
Dopo la definitiva vittoria su Veio, i plebei premevano per abbandonare Roma e trasferirsi nella città sconfitta, in opposizione alle angherie dei patrizi. Furio Camillo, in un appassionato discorso, cerca di convincere i concittadini a non abbandonare la patria.
Ce lo racconta lo stesso Tito Livio: « ...quello che risultò decisivo in quella situazione di incertezza fu una frase pronunciata al momento giusto. Mentre il Senato era in riunione nella Curia Ostilia per dibattere la questione, poco dopo le parole di Camillo, transitarono per caso nel Foro delle coorti in ordine di marcia di ritorno dal presidio e il centurione esclamò proprio nel luogo del comizio: "Pianta l'insegna qui, alfiere; questo è il posto giusto per noi!".
I senatori usciti dalla curia udirono la frase e dissero che la interpretarono come un presagio; la plebe, accorsa tutto intorno, approvò. 
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 55, Newton Compton, Roma, trad.: G.D. Mazzocato).

A spolverare locuzioni latine ci pensano gli inquilini del moderno Campidoglio, infatti il Sindaco di Roma,  Gianni Alemanno, con ... Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo") ammette di non aver intenzione di "lasciare la poltrona di primo cittadino di Roma alle prossime elezioni comunali", in risposta al Cavalier Berlusconi, che lo avrebbe invitato a non candidarsi per il secondo mandato.



Come Obama pubblica su twitter: "la sedia è occupata" (this seat's taken") anche il primo cittadino di Roma risponde: 
Hic manebimus optime ("Qui staremo benissimo").

Ma anche qui a Fiumicino, c'è aria di elezioni, chissà se in nostri amministratori comunali si sfideranno a colpi di locuzioni o espressioni latine. Intanto per allenarsi ecco qui dei link interessanti che possono sempre tornare utili:
Espressioni latine
Certo è che la poltrona fa gola, espresso in tutte le lingue...










domenica 17 giugno 2012

Aventino o il "civismo"

A proposito del lavoro e del lavoratore... (seconda parte).
La considerazione negativa di ogni mestiere remunerato è propria di letterati e pensatori romani, ma non è condivisa da tutti.
Nelle testimonianze lasciateci dai testi letterariamente più umili, ma storicamente talvolta anche più rilevanti, l’attività quotidiana degli uomini e delle donne comuni è spesso citata come parte essenziale della vita.
Molte epigrafi funerarie citano il mestiere esercitato dal defunto, spesso riportando anche scene in cui si vede rappresentato alle prese con attrezzi, strumenti, mercanzie e clienti.

Necropoli di Porto
Ma quando si torna a misurare il prestigio di chi esercita una professione a Roma, nel centro del vero potere, il discorso cambia: la stima di cui gode presso la gente comune un lavoratore, un artigiano, un commerciante al minuto o un piccolo imprenditore non è mai ritenuta un fondamento per la dignitas che serve a chi vuole intraprendere la carriera politica.
Questo limite è accettato dagli stessi esclusi, che non sviluppano né un rifiuto del potere che li marginalizza né una «coscienza di classe», cioè una piena consapevolezza dei loro specifici interessi e diritti e della strategia politica per imporli.
Rappresentativo di quest’atteggiamento è ciò che viene riportato dallo storico Livio a proposito della secessione della plebe del 494 a.C.: Menenio Agrippa riesce a convincere i contestatori a lasciare l’Aventino e a tornare in città con il famoso apologo della lotta tra lo stomaco e le altre parti del corpo. Al di là delle concessioni effettivamente ottenute, il fatto che la protesta si esaurisca lascia intendere che anche i più rivoluzionari prendono atto che la gerarchia politica e sociale non può essere messa in discussione nei suoi fondamenti tradizionali.
Né abbiamo testimonianze che quest’atteggiamento degli umili nei confronti dell’ordine costituito sia cambiato nel corso dei secoli successivi.
Mentre il singolo lavoratore conta poco o nulla, importante è invece il ruolo dei gruppi di professionisti, che si riuniscono in associazioni chiamate «collegi» e «sodalizi», formati da persone accomunate da funzioni, arti o mestieri.
Ogni associazione, che può essere di tipo civile o religioso, riconosciuta dallo Stato e quindi regolata da apposite leggi e sottoposta alla sorveglianza dei censori, si trova sotto la protezione d’una divinità tutelare, nomina i propri amministratori, dispone di una cassa comune alimentata dalle quote dei soci e di una propria sede dove riunirsi a consiglio, specialmente in periodo elettorale.
Le finalità sono il mutuo soccorso e soprattutto la difesa degli interessi comuni: i collegi sono quindi una sorta di corporazione o di sindacato, ma privo di un programma ben definito.
Queste associazioni cominciano ad avere vita difficile quando le contraddizioni sociali della repubblica diventano acute: nonostante le leggi delle XII Tavole consentano ai «collegi» di darsi dei regolamenti che non contengano norme in contrasto con il diritto dello Stato, la classe al potere attua spesso arbitrarie e sanguinose repressioni delle proteste.
Molto frequente però è anche il caso in cui l’appoggio dei collegi e dei sodalizi è caratteristico per spostare da una parte o dall’altra l’esito di una contesa elettorale o politica.

A tal proposito torniamo nei nostri tempi, in occasione delle prossime elezioni Amministrative del Comune di Fiumicino, molte liste civiche proliferano sostenendo cause civili a tutela del cittadino.
L'esplosione di "civismo", a mio avviso non rappresenta un segno di cambiamento, se poi queste liste vengono a perdere il loro intento e sono inglobate nella "centrifuga" dei partiti.
Semmai occorrono partiti forti e strutturati, che abbiano competenza e persino professionalità politica.
Abbiamo molti mesi davanti a noi prima delle prossime elezioni, non ci mancherà l'occasione di osservare e commentare, magari proprio qui su questo blog...

venerdì 18 maggio 2012

Sub iudice... ancora in discussione

Questa volta propongo un post insolito, diciamo interattivo, rivolto agli appassionati di storia antica.
Dalle ricerche fatte dagli studiosi, risulta che i romani utilizzassero un'ulteriore Canale di navigazione per accedere direttamente al bacino esagonale e che si servissero di un'altro canale per sfoltire il traffico di uscita in direzione Roma. 
Per gli appassionati e per i curiosi, avendo a disposizione le coordinate, suggerite nella foto, non vi sembra di intravedere il perimetro di una costruzione, magari di epoca romana? 



giovedì 22 marzo 2012

il peso del denaro...

Ecco come interpretare la legenda delle monete romane.


Moneta Romana

IMPeratori   CAESari   NERVAE   TRAIANO   AVGusto GERmanico   DACico   Pontifici Maximo TRibunicia Potestate COSuli V Patri Patriae  quindi:


Il Senato e il Popolo di Roma [dedicano] all'Imperatore Cesare Nerva Traiano, Augusto, Germanico, Dacico, Pontefice Massimo, Console per la 5a volta, Padre della Patria, Principe Ottimo.


domenica 12 febbraio 2012

Viaggio virtuale a Fiumicino

Ricostruzione Virtuale del Porto di Traiano, delle Terme dette di Matidia, della Tomba n° 78 nella Necropoli di Porto. Per maggiori approfondimenti e un viaggio virtuale nei territori di fiumicino antica visita il sito www.focemicina.it




giovedì 9 febbraio 2012

Febbraio... il mese della Februa (Febbre)

Anche per gli antichi romani, il mese di febbraio era considerato il mese della febbre (Februa) infatti l'influenza imperversava anche duemila anni fà, proprio in questo mese mieteva più vittime.
Durante i mesi più freddi i romani utilizzavano la neve ed il ghiaccio come tecnica di raffreddamento.
I Romani danarosi adoperavano in tutte le stagioni dell'anno neve e ghiaccio per il raffreddamento delle loro bevande e soprattutto il vino.
La neve pressata era conservata in grandi fosse scavate in apposite cantine.
Come materiale isolante si adoperavano erba, paglia, ramoscelli, terra o anche pezze di lino.
Grazie alla pressione, la neve si trasformava parzialmente in ghiaccio, cosicchè si rendeva disponibile anche ghiaccio artificiale. Vi erano imprese specializzate che portavano la neve dalle montagne.
Un recipente apposito era in voga già allora, lo possiamo riconoscere anche sulle nostre tavole d'estate,
si tratta di un'anfora dalle pareti doppie, nella cui intercapedine era versata acqua fredda di fonte.

           
Anfora refrigerante - brocca refrigerante
                

lunedì 2 gennaio 2012

Isola Sacra, una scoperta tira l'altra...

Continuano gli aggiornamenti sugli scavi archeologici adiacenti il Ponte della Scafa, a seguito di ulteriori sondaggi per la costruzione del ponte sono emersi altri resti di navi romane.
Infatti è stata trovata un'altra barca del terzo secolo d.C., ma i lavori procedono al rallentatore per carenza di fondi.
La Soprintendenza afferma che i lavori sono in crisi perché non sono più arrivati i fondi di Roma Capitale. Finora i lavori sono andati avanti con i 300mila euro della Soprintendenza, uno staff eccezionale di esperti internazionali, e con parte dei finanziamenti di Roma Capitale.
Ad oggi i lavori sono sospesi per mancanza di fondi, necessari per completare le indagini nelle altre tre aree archeologiche tra Ostia e Fiumicino interessate all'importante ricerca.
Per rinfrescarci la memoria potete tornare ai post già pubblicati sull'argomento



... e come dicevamo - altre testimonianze archeologiche esistono sotto i selciati, i lastricati e le nostre strade comunali, che aspettano impazienti di essere rinvenuti, attribuendo quindi il giusto riguardo storico e archeologico al territorio di Fiumicino, più di quanto gli stessi abitanti riconoscano.



domenica 2 ottobre 2011

Antica villa romana cercasi...

L'ennesima testimonianza dell'antica epoca romana che ritorna dal passato per non farne più ritorno.
Si tratta di una villa romana databile dal I al III secolo d.C., situata a nord di Roma all'interno del vasto territorio del Comune di Fiumicino. 
E' stata messa in luce a seguito di uno scasso eseguito in Località Le Muracciole per la costruzione di un complesso residenziale.
La cosa non fa più notizia, primo perchè la scoperta è considerata dagli addetti di minor importanza, nonostante sia stato rinvenuto materiale assai interessante e secondo è che l'area era destinata ad uso abitativo, quindi la villa è stata già da un pezzo rinterrata, per far posto a tonnellate di cemento.
Peccato non aver immortalato i resti archeologici almeno ne avremmo avuto testimonianza.
Testimonianza fotografica e di studio che di certo avrà provveduto la Sovrintendenza. 
A detta dei pochi fortunati ospiti, sul luogo è stato travato un peristilio pavimentato con mattoni a spina di pesce e in parte in cocciopesto con inserti geometrici di tessere quadrate.
Alla destra del peristilio è stato trovato un magazzino con i doli per la conservazione dell'olio e della farina. La villa era dotata di piccole terme. Il "calidarium" è stato identificato in quanto aveva un accesso diretto da un forno esterno e adiacente il "tepidarium". 
I rivestimenti delle pareti dei due ambienti mostrano come l'aria calda entrasse da sotto il pavimento. 
Il "frigidarium" era contiguo ai due ambienti. 
A pochi mesi di distanza dal ritrovamento non rimane nulla della villa se non questa veduta aerea ripresa da Google Maps, per fortuna per noi, ormai datata.































































venerdì 23 settembre 2011

Iniziative in campo...

Risiedo nel Comune di Fiumicino da prima che diventasse Comune autonomo dalla Capitale.
Ho vissuto l’evolversi della sua economia e lo sviluppo demografico, che ne ha fatto uno dei Comuni più estesi e popolati d’Italia.
Nonostante ciò la sua storia, il suo territorio e le sue specifiche caratteristiche sociali ed economiche sono poco conosciute, poco apprezzate.
Ancora oggi Fiumicino è conosciuto quasi unicamente, come la “spiaggia” di Roma, assieme ad Ostia, e come la sede dell’Aeroporto Intercontinentale.
In realtà, questo territorio presenta molti altri elementi di interesse che potrebbero rappresentare anche un valido strumento di sviluppo economico.
Quali elementi?
Per esempio la nostra campagna, il mare, le aree archeologiche.
Il Comune di Fiumicino è  a vocazione agricola.
Vediamo alcuni dati inconfutabili:
Ventiduemila ettari territoriali di cui diciassettemila sono caratterizzati da terreni agricoli.
Vi sono aziende che producono oltre 350 quintali di latte al giorno ed altre aziende leader in Italia e in Europa nel settore della produzione agricola.
Occorrerebbe sostenere queste aziende permettendo loro di aumentare la ricettività turistica attraverso la realizzazione di agriturismi, valorizzando così anche i prodotti locali attraverso la realizzazione di veri e propri percorsi eno-grastronomici”, puntando quindi sulla qualità e la "tipicità" quale frutto di una stretta interdipendenza fra tradizioni, esperienze secolari ed evoluzione delle tecnologie industriali di trasformazione.
Per non parlare poi dei tesori archeologici di cui vanta il nostro territorio.
Ma questa è già storia...