Ovvero l'evoluzione moderna del cittadino di Fiumicino

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sabato 16 febbraio 2013

Bentornati a Fiumicino..

Bentornati su questi schermi... Eccomi di nuovo a raccontare di Fiumicino, dopo un lungo tempo di riflessione. Ammetto che il desiderio iniziale era quello di abbandonare il blog in quanto la partecipazione con i miei concittadini è molto scarsa, ma poi mi sono chiesta e il resto del mondo? Infatti il numero dei contatti che ricevo provviene soprattutto dal resto della nazione e addirittura dall'estero, Quindi perché non continuare... raccontare di Fiumicino, in tutte le forme, fa' bene a Fiumicino anche se non ai fiumicinesi... Ecco il mio ultimo omaggio.





venerdì 18 maggio 2012

Sub iudice... ancora in discussione

Questa volta propongo un post insolito, diciamo interattivo, rivolto agli appassionati di storia antica.
Dalle ricerche fatte dagli studiosi, risulta che i romani utilizzassero un'ulteriore Canale di navigazione per accedere direttamente al bacino esagonale e che si servissero di un'altro canale per sfoltire il traffico di uscita in direzione Roma. 
Per gli appassionati e per i curiosi, avendo a disposizione le coordinate, suggerite nella foto, non vi sembra di intravedere il perimetro di una costruzione, magari di epoca romana? 



giovedì 22 marzo 2012

il peso del denaro...

Ecco come interpretare la legenda delle monete romane.


Moneta Romana

IMPeratori   CAESari   NERVAE   TRAIANO   AVGusto GERmanico   DACico   Pontifici Maximo TRibunicia Potestate COSuli V Patri Patriae  quindi:


Il Senato e il Popolo di Roma [dedicano] all'Imperatore Cesare Nerva Traiano, Augusto, Germanico, Dacico, Pontefice Massimo, Console per la 5a volta, Padre della Patria, Principe Ottimo.


domenica 12 febbraio 2012

Viaggio virtuale a Fiumicino

Ricostruzione Virtuale del Porto di Traiano, delle Terme dette di Matidia, della Tomba n° 78 nella Necropoli di Porto. Per maggiori approfondimenti e un viaggio virtuale nei territori di fiumicino antica visita il sito www.focemicina.it




venerdì 23 settembre 2011

Iniziative in campo...

Risiedo nel Comune di Fiumicino da prima che diventasse Comune autonomo dalla Capitale.
Ho vissuto l’evolversi della sua economia e lo sviluppo demografico, che ne ha fatto uno dei Comuni più estesi e popolati d’Italia.
Nonostante ciò la sua storia, il suo territorio e le sue specifiche caratteristiche sociali ed economiche sono poco conosciute, poco apprezzate.
Ancora oggi Fiumicino è conosciuto quasi unicamente, come la “spiaggia” di Roma, assieme ad Ostia, e come la sede dell’Aeroporto Intercontinentale.
In realtà, questo territorio presenta molti altri elementi di interesse che potrebbero rappresentare anche un valido strumento di sviluppo economico.
Quali elementi?
Per esempio la nostra campagna, il mare, le aree archeologiche.
Il Comune di Fiumicino è  a vocazione agricola.
Vediamo alcuni dati inconfutabili:
Ventiduemila ettari territoriali di cui diciassettemila sono caratterizzati da terreni agricoli.
Vi sono aziende che producono oltre 350 quintali di latte al giorno ed altre aziende leader in Italia e in Europa nel settore della produzione agricola.
Occorrerebbe sostenere queste aziende permettendo loro di aumentare la ricettività turistica attraverso la realizzazione di agriturismi, valorizzando così anche i prodotti locali attraverso la realizzazione di veri e propri percorsi eno-grastronomici”, puntando quindi sulla qualità e la "tipicità" quale frutto di una stretta interdipendenza fra tradizioni, esperienze secolari ed evoluzione delle tecnologie industriali di trasformazione.
Per non parlare poi dei tesori archeologici di cui vanta il nostro territorio.
Ma questa è già storia...





mercoledì 20 luglio 2011

Benvenuta "upupa"...

Benvenuta "upupa" a Fiumicino!
Una creatura bellissima sorvola i cieli, le case, la campagna di Fiumicino.
Se vi capita di scorgere tra le antenne o sugli alberi delle vostre case un animaletto con ciuffetto in testa, un piumaggio variopinto ed un becco curvo, siate sicuri di aver fatto la conoscenza con l'upupa.
Questo è quanto riporta l'Enciclopedia del Web - Wikipedia:
L'upupa è amante dei luoghi secchi, semi-alberati caldi e assolati: la si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere.
Il tradizionale paesaggio agricolo dei versanti vallivi esposti a sud, con un mosaico di filari d'alberi, campi terrazzati, prati e vigneti, è ideale per l'upupa; la specie ha per contro abbandonato le monocolture presenti nelle pianure più fertili. È presente anche nelle zone verdi delle città.
Nidifica nelle cavità degli alberi, negli anfratti di rocce o di manufatti quali muri a secco o edifici rurali.
Questa è una foto che ho ritratto dal mio terrazzo all'Isola Sacra, ed ecco il suono che l'upupa emette.



giovedì 14 luglio 2011

Le strade romane - Via Flavia Severiana a Portus

La Via Flavia-Severiana, attraversa longitudinalmente il territorio dell'Isola Sacra. 
Un iscrizione della tomba n° 16 della Necropoli di Porto, documenta per i tratto interno al sepolcreto il nome di "Via Flavia". Tale nome è dà alcuni studiosi collegato alla denominazione tarda di Porto (Civitas Flavia Costantiniana), da altri studiosi la denominazione è riconducibile all'epoca dei Flavi ( 69-98 d.C).
Ecco una ricostruzione di come erano costruite le strade in età romana.



martedì 14 giugno 2011

Evviva Giulio... Frontino il "curator aquarum" (seconda parte)

Ritorno a parlare del sistema di approvvigionamento idrico in età romana.
Scrive Strabone:  “La quantità di acqua che viene condotta nella città è talmente grande che attraverso la città e nei canali sotterranei scorrono veri e proprî fiumi e quasi ogni casa ha condutture e serbatoi propri e possiede fontane che zampillano in abbondanza.”


Nel periodo imperiale, si sviluppò un diffuso sistema di tubazioni, generalmente in piombo, correnti sotto il piano stradale, ad alimentare le fontane pubbliche, i bagni e le terme pubbliche, le case patrizie.
La distribuzione avveniva attraverso torri idrauliche a vasche sfalsate (i castella) in grado di garantire una prefissata gerarchia tra le differenti tipologie di utenza.
Un parallelo e conseguente sistema di raccolta delle acque usate, la rete delle fognature, garantiva una buona tutela sanitaria. Al massimo sviluppo dell’impero, tutte le maggiori città disponevano di un sistema di approvvigionamento di acqua e di evacuazione dei liquami, ai quali si affiancava un òttimo servizo di manutenzione.
Ecco qui una rappresentazione del sistema di approvvigionamento in una città romana.

Sistema di distribuzione antico
Questa era la gerarchia nell’alimentazione urbana: fontane pubbliche e piscine, bagni pubblici (terme) e teatri, case private – agli ultimi due gruppi di utenze era imposta una tariffa.
La tecnologia permetteva di disporre di efficienti valvole di intercettazione e di rubinetti, generalmente in bronzo o in lega di piombo, la cui malleabilità riduceva le perdite.
Poiché però il flusso era continuo, la corrente nelle tubazioni principali correva altrettanto costantemente. Ogni consumatore, soggetto alla tariffa, non pagava in proporzione all’acqua che consumava, ma un importo fisso in base al diàmetro della tubazione di allacciamento, che era considerato significativo per la valutazione della quantità (la portata) delle acque erogàte.
L’incomprimibilità dell’acqua, ovviamente, comporta il fatto che tutta l’acqua che entra in un sistema sia pari a quella che dallo stesso se ne esce, ma ogni singola uscita non estrae la stessa quantità di acqua, a pari sezione, pertanto non è possibile – senza tener conto della velocità – valutare la presenza di perdite, di allacciamenti abusivi, né considerare la distribuzione assolutamente equànime.
A dispetto dei grandi progressi dei Romani nell’arte della distribuzione dell’acqua si può concludere, che essi non indagarono i princìpi dell’Idraulica, ignorando addirittura le scoperte fatte dai più prossimi ed esemplari vicini Greci.
Non màncano norme che régolavano i diritti ed i doveri di chi possedeva le terre prossime all’acqua pubblica (circumlentes).
Per vigilare, dirimere le liti e sanzionare gli abusi esisteva una magistratura specializzata, individuata nella figura dei Censores, anche se, nel corso del tempo, si ha testimonianza di interventi condotti da Edìli, da Quaestores, se non addirittura dallo stesso Imperatore.
Il primo imperatore, Cesare Ottaviano, nel 10 a.C. istituì uno speciale ufficio per l’amministrazione delle acque pubbliche, la Statio aquarum, affidata ad una nuova figura di magistrato: il Curator aquarum. Con tale organizzazione si potè gestire in modo sistemàtico le acque di Roma e, analogamente, delle altre città dell’impero, e riscuotere,  il tributo degli utenti soggetti a questa tassa.
Il Diritto Romano, ha dato un contributo anche alla cultura dell’acqua, a quei tempi ùnico fluido oggetto di attenzione.
I Romani, con Vitruvio e Frontino, ebbero il mérito di scrivere ‘della tecnologìa dell’acqua’, non solo come progresso della tecnica ma anche per aver raccontato della capacità della mente umana di concepìre e realizzare strabilianti progetti.
Nel normale corso dello sviluppo scientifico la scoperta dei princìpi di base è séguito delle osservazioni empiriche. Molti princìpi di Idraulica sembrano invece aver preceduto la pratica ma senza trovare in essa applicazione, ricadendo nell’oblìo per sécoli e sécoli.
Probabilmente sino ad oggi. L'esito del referendum appena conclusosi, gli italiani hanno detto:
"l’acqua deve rimanere un bene pubblico, di tutti 
e sul quale non si devono fare profitti."






mercoledì 13 aprile 2011

Giornata lavorativa ideale... possibile a pochi

"Saluto dei clienti nella prima e nella seconda ora del giorno,
appuntamento in tribunale nella  terza,
alcune commissioni sino alla quinta ora,
pausa pranzo nella sesta,
riposo fino alla settima,
poi un salto alle terme,
il pasto principale nella decima ora e poi la conclusione letteraria del giorno con le poesie."

Così Marziale descriveva la giornata tipica, non di un uomo qualunque, ma di un dipendente della corte dell'imperatore.
Ciò la dice lunga sulle ore di lavoro dell'aristocrazia romana:
ci si alzava presto per far fronte al propri impegni, nei confronti dei clienti o ad altri impegni sociali;
dopo circa sei ore, a mezzogiorno, la giornata lavorativa era terminata e ci si dedicava al proprio tempo libero.
I lavoratori, invece potevano in massima parte solo sognare queste condizioni di lavoro e di vita.
In special modo in campagna, ove era impegnata la maggior parte della popolazione, l'orario di lavoro andava dall'alba al tramonto. Sia i lavoratori liberi che gli schiavi non erano protetti da una legislazione sociale. Tanto meno esistevano organizzazioni sindacali per perorare le cause dei lavoratori.
L'unica regolamentazione giuridicamente vincolante "garantiva" a tutti i lavoratori un tempo sufficiente per mangiare, per procurarsi il cibo e per l'igiene personale.
La statua di Priapo
Questa norma era formulata amichevolmente ed interpretata con grande flessibilità.
Ci ricorda qualcosa forse?
Ma quando nel resto dell'Europa ambiziosi progetti di riforma prevedono più spazio al tempo libero, rivedendo il sistema dell'orario lavorativo entro il 2013, in Italia abbiamo di meglio da fare.
Una nuova sfida del centrodestra moderno europeo, quello saldamente al potere a Berlino con la Merkel, a Londra con David Cameron, a Varsavia con Donald Tusk.
La giovane Ministro della Famiglia, Christian Schroeder, invita a guardare alla realtà con altri occhi.
"La cultura tradizionale della priorità alla presenza alla scrivania in ufficio o alla catena di montaggio è obsoleta e dannosa", ha spiegato, "perché chi ha meno tempo per sé finisce per non lavorare bene come potrebbe". L'obiettivo è dare in tal modo alle famiglie "possibilità attendibili, durevoli e adeguate ai loro bisogni di occuparsi dei figli e della loro educazione".
... e noi in Italia “Siamo pronti per il "bunga bunga"?